Federalismo europeo: utopia o possibilità?

"European Union Expansion Celebration", foto di Rock Cohen, licenza CC BY-SA 2.0, flickr.com
“European Union Expansion Celebration”, foto di Rock Cohen, licenza CC BY-SA 2.0, flickr.com

“La lotta per la creazione di un ordine politico razionale può essere tale solo se abbraccia l’intera umanità” Con questa frase di Immanuel Kant vogliamo iniziare questa breve analisi delle possibilità di un federalismo europeo. Non si tratta, chiaramente, di un’idea originale degli ultimi anni. Il sentimento di unità a livello europeo è latente nel nostro continente dalla caduta dell’impero romano, il quale aveva portato il mondo allora conosciuto ad un’universalità mai provata prima. Nei secoli successivi, con la creazione del Sacro Romano Impero, l’Europa medioevale cercò di rivivere per una volta quell’unità, non territoriale a causa del feudalesimo, di intenti e di anime, soprattutto grazie alla vocazione universale della religione cristiana. Questi fenomeni sono però concettualmente molto distanti da un’ottica propriamente federalista, la quale cominciò ad essere proposta da alcuni intellettuali durante il periodo illuminista, tra cui spiccano Kant, Rousseau e Montesquieu. L’idea di un’Europea federale era stata coltivata da molti nel periodo dei moti insurrezionali della metà del 1800, come Giuseppe Mazzini, il quale creò la società segreta “La Giovine Europa” proprio per perseguire l’ideale di un’Europa federale. Dopo questa breve retrospettiva storica arriviamo al nostro presente tentiamo di fare chiarezza su alcune domande: Cosa si deve intendere per sistema federale a livello giuridico? L’attuale Unione Europea può dirsi un sistema federale? È possibile un futuro federale per l’Europa?

Cominciamo a rispondere alla prima domanda posta: cosa caratterizza un sistema federale? Un sistema federale è necessariamente organizzato su due livelli: gli Stati membri e la Federazione. I primi rappresentano delle distinte ed autonome entità, dotate di un governo e delle istituzioni propri e sono a tutti gli effetti degli Stati; i quali hanno però deciso di delegare ad un governo, partecipato da rappresentanti di tutti i membri della Federazione, materie come la politica estera e la politica monetaria. Gli Stati membri di una federazione sono tutti uguali tra di loro a livello formale, cioè non è possibile attuare trattamenti deteriori ad uno Stato in virtù di una popolazione inferiore rispetto ad un altro o per una minor estensione territoriale. Un esempio lampante di questo tipo è lo Stato di Washington D.C. negli Stati Uniti, il quale possiede una dimensione territoriale molto ristretta, eppure elegge lo stesso numero di senatori degli altri Stati. Nonostante l’uguaglianza sul piano formale, molto spesso gli Stati federali trovano dei meccanismi per valorizzare la maggiore presenza di popolazione all’interno di uno Stato membro, solitamente permettendo agli Stati popolosi di essere più rappresentati a livello parlamentare in una delle camere dell’organo legislativo. Questa distinzione tra uguaglianza formale e differenze sostanziali hanno portato gli Stati federali a munirsi di un organo legislativo federale necessariamente bicamerale: una camera per rappresentare la popolazione di tutta la Federazione, suddivisa tra i vari stati membri, e una camera per rappresentare gli stessi Stati, tutti uguali di fronte alla Federazione. Per fornire un esempio di tale dicotomia, si pensi al sistema federale tedesco, il quale è dotato di un Bundestag (Parlamento Federale) per la rappresentanza del popolo tedesco, e di un Bundesrat (Consiglio Federale) per la rappresentanza dei vari Lander (Stati) tedeschi. Un’altra caratteristica degli Stati federali è la presenza di un presidente federale, che può avere la funzione di capo del governo come negli USA o una funzione non governativa ma rappresentativa dell’unità nazionale, come avviene in Germania. Peculiare risulta, poi, il sistema giudiziario degli stati federali. Come detto in precedenza, ogni stato membro mantiene il proprio sistema di giustizia, con giudici, pubblici ministeri e organi di polizia dipendenti dallo Stato stesso. Accanto ai sistemi giudiziari degli Stati membri si pone il sistema giudiziario della federazione, il quale non si pone in un’ottica di superiorità rispetto ai giudici dei singoli stati, ma giudica su particolari e ben individuate materie sulle quali ha competenza esclusiva. Va notato che nei sistemi federali è solitamente presente una Corte Costituzionale solo a livello federale, per permettere una corretta ed uniforme applicazione dei comuni principi costituzionali in tutti gli Stati federati. Esempi di corti costituzionali federali sono la Corte Suprema degli Stati Uniti d’America e il Bundesverfassunggericth (Tribunale Federale Costituzionale) tedesco.

Analizzati brevemente i tratti caratteristici dei sistemi federali, torniamo a focalizzare la nostra attenzione all’Europa. Nel nostro continente dal 1955 è presente l’istituzione dell’Unione Europea (prima CEE), la quale riunisce oggi 28 Stati europei sotto delle comuni istituzioni e una moneta unica. L’Unione Europea è un esempio, tuttavia, una federazione di Stati? La risposta è certamente negativa, e per varie ragioni. Partendo dalla moneta unica Euro, essa non è estesa a tutti gli appartenenti all’Unione (l’esempio più famoso è quello del Regno Unito), mentre in una federazione tutti gli Stati possiedono una moneta unica con un unico valore di cambio. Possiamo poi notare che l’Unione Europea ha ristrette competenze nella politica estera, col risultato che molti Stati dell’Unione adottano politiche ed obiettivi propri, anche in contrasto fra loro, com’era accaduto con la Primavera Araba nel 2011. In uno Stato federale questo non sarebbe possibile, in quanto i singoli Stati rinunciano alla propria politica estera, delegandola alla Federazione. Un’altra caratteristica dei sistemi federali che manca a livello dell’Unione Europea è un sistema militare ed un esercito effettivo comune a tutti gli Stati membri, benché per questo aspetto ci sono state importanti dichiarazioni da parte del presidente della Commissione Europea Junker. (http://it.sputniknews.com/opinioni/20150311/102400.html) A queste mancanze importanti, tuttavia, si affiancano anche importanti caratteristiche che rendono l’Unione Europea affine ai sistemi federali. Ricordiamo in questo senso la libera circolazione delle persone, dei capitali, delle merci e dei servizi all’interno dello spazio dell’Unione, l’esistenza di una cittadinanza europea (la quale però non si sostituisce a quella dei singoli Stati membri ma le si giustappone), il diritto di voto per le elezioni del Parlamento Europeo, rappresentativo dei cittadini europei, e la presenza di un’unica Corte di Giustizia quale organo supremo della validità e dell’interpretazione del diritto europeo.

Arriviamo, infine, a rispondere alla terza ed ultima domanda che ci eravamo posti in apertura: è possibile un futuro federale per l’Europa? Tanto le prime due domande avevano una risposta chiara e certa, tanto quest’ultima domanda possiede una risposta evanescente, insicura ed incerta. Il processo di integrazione europea ha compiuto passi enormi dagli anni dei suoi inizi, arrivando a conquiste importanti come una moneta unica e una cittadinanza comune. Questi sviluppi sono però giunti, ormai, ad un punto critico di svolta: difficilmente, si pensa, una vera Europa unita nei diritti e nella libertà sarà mai possibile senza uno Stato federale, che tenga conto delle grandi tradizioni degli Stati europei ma che raccolga i consensi comuni in politica estera e interna (in questo senso, si pensi al Movimento Federalista Europeo http://www.mfe.it/site/ ) Data la criticità del momento storico in cui viviamo, però, molte sono le spinte contrarie ad un’Europa federale. Si pensi alle vicende degli ultimi mesi, costellate da dissidi interni all’Unione in materia finanziaria con la prospettiva dell’uscita della Grecia, alla gestione del fenomeno migratorio dal nord Africa che vede i Paesi mediterranei opposti ai Paesi nordici, fino al referendum che si terrà nel prossimo futuro in Gran Bretagna riguardante l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea (sarebbe la prima volta nella storia dell’Unione che uno Stato membro decida di fuoriuscire). Un quadro molto fosco per il futuro federale insomma. A livello giuridico non è presente alcun impedimento particolare per una conversione dell’UE in uno Stato federale o per la creazione ex novo di una federazione. Si tratta di una mera questione di volontà. Starà ai governanti, ai popoli dell’Europa del prossimo futuro capire se vorranno imbarcarsi in un’avventura federale o se preferiranno rimanere attaccati alle vecchie visioni di un’Europa divisa. In ogni caso, il bivio è prossimo e una decisione andrà presa, nel bene o nel male.

ENRICO AUTERO

Bibliografia e Sitografia