Newsletter del mese di Giugno 2017

aprile-2017

DIRITTO CIVILE

L’indicazione come genitore, nell’atto di nascita, del coniuge del genitore biologico non è contrario all’ordine pubblico – Cass. civ., 15 giugno 2017, n. 14878.

La Prima Sezione civile ha ritenuto che dovesse essere accolta la richiesta di due cittadine italiane, coniugate nel Regno Unito, di rettificare l’atto di nascita del figlio, nato a seguito di fecondazione assistita, che originariamente recava l’indicazione come genitore della sola madre biologica, mentre successivamente era stato integrato (nel Regno Unito) con l’indicazione quale genitore anche della compagna della madre. Tale rettifica è stata ammessa pacificamente, non essendo tale atto contrario all’ordine pubblico internazionale.

Convalida del negozio affetto da annullabilità assoluta – Cass. civ., 20 giugno 2017 n. 15268.

Nell’ambito dell’azione di annullamento di un contratto di compravendita, la Cassazione ha precisato che la convalida di un contratto affetto da annullabilità assoluta è impedita sia dal fatto che la convalida dovrebbe essere richiesta da tutti i soggetti legittimati a far valere l’annullabilità, sia perché si tratta di una sanzione precipuamente finalizzata alla tutela di interessi di natura diversa e trascendenti da quelli dei meramente individuali dei contraenti. Risulta dunque preclusa la possibilità di valutare la conformità dell’assetto programmato al proprio interesse reale, in funzione del quale è appunto conferito il potere di convalida.

Chiarimenti sull’attribuzione del cognome materno – Circolare n. 7 del 14 giugno 2017.

Con Circolare n. 7 del 14 giugno 2017, Il Ministero dell’Interno, Direzione Centrale per i Servizi Demografici, ha fornito ulteriori indicazioni operative in merito alla Sentenza della Corte Costituzionale n. 286 del 21 dicembre 2016 sull’attribuzione del cognome materno ai nuovi nati.

In particolare, ha precisato che, in sede di ricevimento della dichiarazione di nascita effettuata da un solo genitore coniugato, gli Ufficiali di Stato Civile non possono esigere atti formali o dichiarazioni a sostegno dell’accordo sull’attribuzione, del cognome materno, unitamente al cognome paterno; infatti, non possono essere imposti agli interessati oneri documentali non previsti dalla legge.

DIRITTO DELL’UNIONE EUROPEA

Pianificazione e condotta delle missioni militari – Decisione UE/2017/971

Con la Decisione 2017/971 “che stabilisce le modalità di pianificazione e condotta concernenti le missioni militari senza compiti esecutivi dell’UE in ambito PSDC”, viene istituita una capacità militare di pianificazione e condotta (MPCC). Questa struttura assumerà il comando delle missioni militari senza compiti esecutivi.

La capacità militare e di pianificazione e condotta sarà sotto il controllo politico e la direzione strategica del Comitato politico di sicurezza (considerando numero 2). Secondo il considerando numero 3, tale struttura “opererà in modo parallelo e coordinato con la capacità civile di pianificazione e condotta, in particolare mediante una cellula comune di coordinamento del sostegno.”

DIRITTO AMMINISTRATIVO

Qualora non vi sia atto legittimo di esproprio, al di fuori delle ipotesi ex art. 42 bis T.U. espropriazioni 8 giugno 2001 n°327, non vi è acquisizione alla PA per specificazione (art. 940 c.c.) – Consiglio di Stato, Sez. VI, sentenza 21 giugno 2017, n. 3005

La sentenza in parola origina dal ricorso al Consiglio di Stato, presentato dal MIBACT, con il quale si rivendica, pur mancando un atto legittimo di esproprio, la proprietà pubblica di un fondo, in quanto sullo stesso l’amministrazione ha realizzato opere il cui valore sopravanzerebbe quello del terreno. Il Consiglio di Stato ha buon gioco, partendo dalla lettura dell’art. 940 c.c., a ritenere la norma civilistica inapplicabile al caso di specie: la specificazione si applica ai beni mobili e, vista la specialità della disciplina, essa non può essere estesa alle controversie su beni immobili. Se l’interpretazione della disposizione non bastasse, il CdS osserva che, in ogni caso, l’autorità non ha applicato l’art. 42 bis T.U. espropriazioni 327/2001 e, in aggiunta, che il rigetto del ricorso sarebbe comunque dovuto sulla base delle pronunce della Corte EDU, in riferimento all’art. 1 del protocollo addizionale CEDU, inerente alle garanzie della proprietà privata.

La segretezza delle sedute del consiglio comunale non pregiudica il diritto di accesso agli atti relativi alle medesime – TAR Lombardia – Milano, Sez. III, sentenza 22 giugno 2017, n. 1409

Il diritto di accesso non può essere compresso adducendo che gli atti sono originati da una seduta segreta del consiglio comunale, la cui pubblicità, correttamente, è regolata da fonte normativa comunale, ex art. 38 c.7 del d.lgs. 267/2000. Il petitum della controversia de qua è l’ostensione degli atti inerenti alla nomina a dirigente di un soggetto diverso dal ricorrente, cui il comune si oppone adducendo, per l’appunto, la legittimità del proprio operato, in virtù della competenza a regolare i casi e le modalità di pubblicità delle sedute consiliari. Tuttavia, le limitazioni al diritto di accesso previsto dall’art. 22 l. 241/1990 sono quelle all’art. 24: non può intendersi la potestà regolamentare del comune tanto comprensiva da creare ulteriori eccezioni al diritto in parola.

Obbligo di adeguata motivazione del provvedimento di condono edilizio – Consiglio di Stato, Sez. VI, sentenza 23 giugno 2017, n. 3087

Allorché la valutazione positiva sulla condonabilità delle opere abusive si basi sulla mera constatazione della loro compatibilità con i valori tutelati dalla legge n. 1497 del 1939, una tale motivazione non può che essere considerata inadeguata. Il rilascio del titolo abilitativo, anche nella species del condono, si deve basare sulla esplicitazione delle specifiche ragioni che abbiano indotto ad accogliere l’istanza, con richiami alla concreta situazione di fatto; ciò a pena di illegittimità dell’atto per eccesso di potere, con conseguente legittimo annullamento da parte dell’autorità amministrativa superiore competente. Né può ritenersi fondata la tesi secondo in caso di modestia delle opere non occorrerebbe una specifica motivazione della autorizzazione: tale modestia deve emergere dalla motivazione del provvedimento con riferimento allo specifico contesto.

Un’offerta anormalmente bassa deve trovare la ratio giustificatrice in elementi concernenti l’offerta stessa – Tar Umbria – Perugia, Sez. I, sentenza 16 giugno 2017, n. 457

Ai sensi dell’art. 97 del d.lgs. n. 50/2016, le giustificazioni di offerte anormalmente basse devono riguardare elementi che concernono l’offerta stessa, tra cui la sentenza ricorda: l’economia del processo di fabbricazione dei prodotti, dei servizi prestati o del metodo di costruzione; le soluzioni tecniche prescelte o le condizioni eccezionalmente favorevoli di cui dispone l’offerente per fornire i prodotti, per prestare i servizi o per eseguire i lavori; ancora, l’originalità dei lavori, delle forniture o dei servizi proposti. Non è invece possibile addurre una giustificazione che si fondi su elementi aleatori e futuri estranei all’offerta stessa, prospettando di poter coprire costi derivanti dall’esecuzione del contratto mediante utili conseguibili eventualmente solo in un tempo successivo per mezzo di un negozio giuridico differente.