Con il decreto legge n. 148/2017 la “rottamazione” della cartelle esattoriali riprende quota

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di Woody Hibbard "Law", licenza CC BY 2.0, flickr.com
di Woody Hibbard “Law”, licenza CC BY 2.0, flickr.com

Che l’istituto della c.d. rottamazione delle cartelle di pagamento abbia costituito un “buon affare” per le casse erariali è testimoniato dal fatto che – secondo i dati rilasciati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – il dato a consuntivo degli incassi al 31 dicembre 2017 è quantificato in 2,267 miliardi di euro. É opportuno precisare che tale dato considera unicamente gli importi versati dai contribuenti nelle prime due delle cinque rate previste dal legislatore (le quali cadevano rispettivamente il 31 luglio e il 2 ottobre scorsi), per cui l’introito finale dell’operazione sarà evidentemente più elevato e vicino a quei 5, 2 miliardi di euro inizialmente stimati dal Governo, in sede di presentazione del D.l. n. 193/2016 c.d. Decreto fiscale (poi convertito con modificazioni dalla L. n. 225/2016).

Come noto, la definizione agevolata dalle cartelle esattoriali è un istituto, introdotto con l’art. 6  del predetto Decreto fiscale, che, in estrema sintesi, consente ai contribuenti di estinguere i propri debiti di natura tributaria, previdenziale o contributiva, già affidati all’agente della riscossione per il loro recupero coattivo, mediante il pagamento spontaneo della somma dovuta a titolo di capitale e di alcuni interessi e con lo stralcio delle somme richieste a titolo di sanzioni e di interessi di mora.

Anche se al momento la “rottamazione” è ancora del tutto operativa e in corso di svolgimento (restano da pagare le rate previste per il prossimo 30 novembre e, ancora, quelle di aprile e settembre 2018), il legislatore ha “riaperto i lavori” e, con il recente D.l. n. 148/2017 (c.d. Collegato fiscale) – pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 16 ottobre – sono state introdotte nuove modalità di estinzione agevolata di carichi affidati all’Agenzia delle Entrate – Riscossione (AdeR) (agenzia che, da qualche mese a questa parte, ha preso il posto di Equitalia S.p.A. come ente responsabile della riscossione dei tributi erariali.

Procedendo con ordine, è opportuno evidenziare che il Collegato fiscale inciderà in tre diverse direzioni nella procedura di definizione delle cartelle esattoriali.

In prima battuta, il primo comma dell’art. 1 del D.l. n. 148 ha introdotto una proroga dei termini di pagamento delle prime due rate della “rottamazione” introdotta con il precedente Decreto fiscale. Il quarto comma dell’art. 6 di tale decreto legge, infatti, dispone espressamente che il mancato o insufficiente versamento anche solo di una rata, impedisce in toto il perfezionamento della “rottamazione” dei carichi, con la duplice conseguenza che i) riprendono a decorrere i termini di decadenza e prescrizione previsti per la riscossione degli importi iscritti a ruolo (i quali – per effetto del quinto comma dell’art. 6 del D.l. n. 193 – venivano sospesi a seguito della presentazione dell’istanza di “rottamazione”) e che ii) quanto eventualmente versato in sede di “rottamazione” assume la natura di acconto della somma complessivamente riscuotibile da parte dell’agente della riscossione.

In buona sostanza, la mancata corresponsione anche solo di una minima parte del quantum dovuto con la “rottamazione”, non solo impedisce di poter beneficare dell’abbuono proprio dell’istituto (stralcio di sanzioni ed interessi moratori), ma non consente nemmeno la ripetizione di quanto eventualmente versato all’AdeR.

A fronte, evidentemente, di un certo numero di mancati pagamenti  degli importi previsti con le prime due rate, il Governo, mediante l’approvazione del Collegato fiscale, ha deciso di consentire ai contribuenti interessati di “tenere in piedi” la definizione agevolata delle cartelle mediante il versamento, entro il 30 novembre 2017, delle somme già dovute a luglio e a settembre, nonché della terza rata (i cui termini di pagamento erano già stati originariamente stabiliti entro il corrente mese). Come precisato dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione in un comunicato stampa del 26 ottobre scorso, non si richiede alcun particolare adempimento da parte del contribuente, in quanto la mera corresponsione delle somme è atto sufficiente ad impedire la perdita dei benefici propri della “rottamazione”. Ovviamente, come chiarito sempre dell’AdeR (in questo caso delle FAQ messe a disposizione sul proprio sito internet) è evidente che permane l’obbligo di versare anche le somme dovute in coincidenza con le prossime, ed ultime, scadenze di aprile e settembre 2018).

La seconda fattispecie contemplata nel D.l. n. 148  – e, più precisamente, nel secondo comma dell’art. 1, il quale ha introdotto il nuovo comma 13-quater all’art. 6 del Decreto fiscale del 2016 – interessa, invece, coloro i quali, avendo aderito alla definizione agevolata delle cartelle, si sono visti notificare un diniego da parte dell’agente della riscossione, in quanto non in regola con il pagamento delle rate scadute in data 31/12/2016, relative ai piani di dilazione in essere al 24/10/2016. Ai sensi dell’art. 6, 8 co. del Decreto fiscale, infatti, l’accesso alla definizione agevolata era subordinato alla circostanza che il contribuente fosse adempiente rispetto a “ai piani rateali in essere” e con riferimento “a tutti i versamenti con scadenza dal 1° ottobre al 31 dicembre 2016”.

Dunque, in base al dato letterale della norma, non avrebbero potuto beneficiare della “rottamazione” coloro che, al momento della presentazione della relativa istanza, fossero risultati debitori di importi iscritti a ruolo che avrebbero dovuto essere saldati negli ultimi tre mesi del 2016.

Come documentato dalla stampa specializzata, tuttavia, l’AdeR ha assunto una posizione decisamente estensiva di quanto disposto nel predetto ottavo comma, arrivando a negare i benefici della definizione agevolata a quei contribuenti che, anche se adempienti rispetto ad eventuali rate fissate nei mesi di ottobre-novembre-dicembre 2016, restavano inadempienti rispetto a somme dovute in corrispondenza a mensilità anteriori. In sintesi, l’Agenzia delle Entrate – Riscossione consentiva un sicuro accesso alla “rottamazione” solo a coloro che dimostravano di non avere nessun debito riscuotibile e dovuto nel corso di tutto il 2016.

Il Collegato fiscale, mediante l’introduzione del sopracitato nuovo comma 13-quater, interviene anche rispetto a tutti questi casi, prevedendo che, coloro i quali hanno ricevuto un provvedimento di rigetto da parte dell’AdeR, potranno presentare una nuova ed apposita istanza (Modello DA-R, scaricabile dal sito internet dell’ente) e saranno tenuti ad un duplice adempimento:

  1. A) entro il 31/05/2018, dovrà essere pagato l’importo delle rate scadute, relative ai vecchi piani di dilazione (il cui importo sarà analiticamente dettagliato in una comunicazione ai medesimi trasmessa dall’agente della riscossione entro i due mesi precedenti);
  2. B) corrispondere le somme dovute per la definizione agevolata rottamazione (il cui imporro complessivo sarà, anche in questo caso, comunicato dall’AdeR entro il 31/07/ 2018). Più in dettaglio, tale corresponsione potrà avvenire in un massimo di tre rate (settembre, ottobre e novembre 2018).

In sintesi, dunque, il Governo, per mezzo di tale previsione, pur avvallando l’interpretazione estensiva dell’ottavo comma dell’art. 6 del Decreto fiscale promossa dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione (sono dovuti tutte le somme scadute nel corso del 2016, e non solo quelle dovute negli ultimi 3 mesi del medesimo anno), consente comunque ai contribuenti di ritentare la strada della definizione agevolata, ad un “prezzo” comunque più esoso, in quanto gli importi “rottamabili” continueranno a maturare interessi fino a luglio 2018 (cui, eventualmente, si aggiungeranno gli interessi da rateazione); interessi che, in quanto non di natura moratoria, dovranno essere pagati dal contribuente. Sarà, inoltre, interessante capire se e come l’agente delle riscossione scomputerà, dal quantum dovuto in questa seconda fattispecie, le somme comunque versate dai cittadini.

Infine, il recente D.l. n. 148 apre anche alla possibilità di estinguere i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate – Riscossione nel corso del periodo d’imposta 2017 e non oltre il 30 settembre 2017 (cfr. comma 4 dell’art. 1 del Collegato fiscale) fino a questi momenti esclusi, in quanto l’originaria versione dell’istituto in esame ne limitava l’operatività agli importi attributi all’AdeR dal 2000 al 2016.

In tal caso, il contribuente dovrà presentare un’istanza di accesso alla “rottamazione” (Modello DA-2017, sempre reperibile sul sito internet dell’agente della riscossione) entro il 15/05/2018 e dovrà provvedere al pagamento delle somme dovute (si mantiene, ovviamente, il beneficio dello stralcio di sanzioni ed interessi moratori, poiché la norma fa un espresso rinvio al primo comma dell’art. 6 del precedente Decreto fiscale) in un massimo di cinque rate (luglio, settembre, ottobre e novembre 2018 e febbraio 2019). Anche in questo caso, gli importi effettivamente dovuti saranno quantificati a cura dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione, la quale, non oltre il 30/06/2018, notificherà una specifica comunicazione al contribuente istante.

Leggi anche i precedenti articoli di Enrico in materia:

http://nomodos-ilcantoredelleleggi.it/2016/12/15/il-d-l-1932016-e-la-rottamazione-delle-cartelle-esattoriali-parte-prima-introduzione-e-ambito-applicativo/

http://nomodos-ilcantoredelleleggi.it/2017/04/18/il-d-l-1932016-e-la-rottamazione-delle-cartelle-esattoriali-parte-seconda-le-modalita-di-accesso-allistituto/