Le garanzie difensive nell’accertamento del tasso alcolico mediante esami clinico-ospedalieri nella recente giurisprudenza di legittimità

Oro Rosso
Nel presente articolo si cercherà, rapidamente, di dare conto del diritto vivente formatosi in seno alla giurisprudenza di legittimità sulle garanzie difensive in relazione all’accertamento del tasso alcolimetrico in ipotesi di reati stradali. La giurisprudenza della Suprema Corte, infatti, ha avuto modo di delineare chiaramente la disciplina applicabile agli accertamenti medici da cui ricavare lo stato di ebbrezza alcolica di un soggetto indagato, distinguendo diverse ipotesi.

È noto, infatti, che a norma dell’art. 186 cod.strad. (d.lgs. n. 285 del 30 aprile 1992), gli agenti di polizia giudiziaria possono precedere in diversi modi all’accertamento del tasso alcolemico delle persone coinvolte in reati stradali. Laddove ne ricorrano le condizioni (ossia quando gli accertamenti qualitativi non invasivi di cui all’art. 186, c. 3, cod.strad. abbiano dato esito positivo, ovvero in ogni caso di incidente stradale, ovvero quando si abbia altrimenti motivo di ritenere che il conducente versi in alterazione psicofisica dovuta all’alcol), potranno infatti procedere a norma dell’art. 186, c. 4, cod.strad., ossia tramite esame spirometrico, effettuato con etilometro in dotazione. In tal caso, nulla quaestio: l’accertamento è a tutti gli effetti un atto investigativo di P.G. vero e proprio, come tale riconducibile, pacificamente, al combinato disposto degli artt. 354 cod.proc.pen. e 114 disp. att. cod.proc.pen. Affinché sia legittimamente effettuato, pertanto, sarà necessario il previo avviso alla persona della facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia (Cass., Sez. Un., n. 15453 del 29 gennaio 2016, Rv. 266335). Va invece osservato che tale avviso non è affatto necessario nel caso degli accertamenti qualitativi non invasivi di cui al comma 3, avendo essi mera natura preliminare rispetto all’accertamento di cui al comma 4.

Il tasso alcolemico, tuttavia, può essere accertato anche a norma del successivo comma 5 dell’art. 186 cod.strad., che è il caso che pone maggiori problematiche. Esso prevede che, in caso di conducenti coinvolti in incidenti stradali e sottoposti alle cure mediche, l’accertamento possa essere effettuato da parte delle strutture sanitarie, mediante quindi l’utilizzo di esami medici, in particolare di prelievi ematici o delle urine. In relazione a questo caso occorre, tuttavia, tracciare una distinzione preliminare di grande importanza. Tali accertamenti medici, infatti, possono essere effettuati o in quanto necessari alla cura della persona – e quindi come tali previsti dai protocolli sanitari del caso –, ovvero su impulso esclusivo della P.G., vale a dire ad esclusivi fini di accertamento penale.

Nel primo caso, detti accertamenti hanno natura di atti terapeutici e non di indagine, e, pertanto, non necessitano del previo avviso di cui all’art. 114 disp. att. cod.proc.pen. Va da sé, tuttavia, che le risultanze di tali accertamenti potranno ordinariamente entrare nel processo penale in qualità di prove documentali, secondo i criteri ordinari (Cass., Sez. IV, n. 53293 del 27 settembre 2016, Rv. 268690; Cass., Sez. IV, n. 38458 del 4 giugno 2013, Rv. 257573).

Nel secondo caso, invece, gli accertamenti sono compiuti per esclusive esigenze di indagine, e sono dunque atti di P.G., ai quali deve essere applicato l’avviso della facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia (Cass., Sez. IV, n. 51284 del 10 ottobre 2017, non massimata). Ciò in ragione del fatto che, in tale caso, trova applicazione l’art. 348, c. 4, cod.proc.pen., che permette agli organi di P.G. di avvalersi di persone dotate di specifiche competenze tecniche laddove debbano essere compiuti accertamenti che le richiedano.

Di conseguenza, la giurisprudenza di legittimità costante ritiene che in tema di guida in stato di ebbrezza, sussiste l’obbligo di previo avviso al conducente coinvolto in un incidente stradale di farsi assistere da un difensore di fiducia, ai sensi degli artt. 356 cod.proc.pen. e 114 disp. att. cod.proc.pen., in relazione al prelievo ematico presso una struttura sanitaria finalizzato all’accertamento del tasso alcolemico, qualora l’esecuzione di tale prelievo non avvenga nell’ambito degli ordinari protocolli sanitari, ma sia autonomamente richiesta dalla polizia giudiziaria (Cass., Sez. IV, n. 3340 del 22 dicembre 2016, Rv. 268885; Cass., Sez. IV, n. 7967 del 6 dicembre 2013, Rv. 258614). Quanto alla forma di tale avviso, si afferma che esso non necessita di formule sacramentali, purché sia idoneo al raggiungimento dello scopo, ovvero quello di avvisare colui che non possiede conoscenze tecnico-processuali del fatto che, tra i propri diritti, vi è la facoltà di nominare un difensore che lo assista durante l’atto (Cass., Sez. III, n. 23697 del 1 marzo 2016, Rv. 266825; Cass., Sez. III, n. 4945 del 17 gennaio 2012, Rv. 252034).

Per completezza di discorso, giova sottolineare come la mancanza di consenso dell’imputato al prelievo del campione ematico per l’accertamento del reato di guida in stato d’ebbrezza non costituisca assolutamente una causa di inutilizzabilità patologica degli esami compiuti presso una struttura ospedaliera, posto che la specifica disciplina dettata dall’art. 186 cod.strad. – nel dare attuazione alla riserva di legge stabilita dall’art. 13, c. 2, Cost. – non prevede alcun preventivo consenso dell’interessato al prelievo dei campioni (Cass., Sez. IV, n. 1522 del 10 dicembre 2013, Rv. 258490; Cass., Sez. IV, n. 15189 del 18 gennaio 2017, Rv. 269606). Si è tuttavia chiarito, in un obiter dictum, che il prelievo non sarebbe effettuabile laddove il paziente rifiutasse espressamente di essere sottoposto a qualsiasi trattamento sanitario (Cass., Sez. IV, n. 10605 del 15 novembre 2012, Rv. 254933).

Tutto ciò chiarito, la Cassazione ha avuto modo di individuare la natura della sanzione processuale scaturente da un’eventuale violazione della disciplina suesposta, ossia la nullità di ordine generale a regime intermedio (Cass., Sez. F., n. 34886 del 6 agosto 2015, Rv. 264728).

Quanto all’individuazione del termine entro cui dedurre tale nullità, sono intervenute, come noto, le Sezioni Unite, chiamate a risolvere la specifica questione se la nullità conseguente al mancato avvertimento al conducente di un veicolo, da sottoporre all’esame alcolimetrico, della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia, in violazione dell’art. 114 disp. att. cod.proc.pen., possa ritenersi non più deducibile, a norma dell’art. 182, c. 2, cod.proc.pen., se non eccepita dal diretto interessato prima del compimento dell’atto; ovvero, se di tale eccezione debba considerarsi onerato il solo difensore, quale sia in tale ipotesi il momento oltre il quale si verifica la conseguenza della non deducibilità della nullità.

Risolvendo tale quesito, le Sezioni Unite hanno affermato il principio di diritto per cui la nullità conseguente al mancato avvertimento al conducente di un veicolo, da sottoporre all’esame alcolimetrico, della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia, in violazione dell’art. 114 disp. att. cod.proc.pen., può essere tempestivamente dedotta, a norma del combinato disposto degli artt. 180 e 182, c. 2, secondo periodo, cod.proc.pen., fino al momento della deliberazione della sentenza di primo grado (Cass., Sez. Un., n. 5396 del 29 gennaio 2015, P.G. in proc. Bianchi, Rv. 263023). Ciò in considerazione del fatto che nel caso in cui la nullità dell’atto derivi da un mancato avviso di una garanzia difensiva, alla cui conoscenza l’avviso stesso è preordinato, la sua deducibilità, da parte dell’indagato o dell’imputato che vi abbia assistito, non è soggetta ai limiti previsti dall’art. 182, c. 2, cod.proc.pen. (Cass., Sez. Un., n. 5396 del 29 gennaio 2015, P.G. in proc. Bianchi, Rv. 263026). Di talché, pertanto, la parte su cui grava l’onere di eccepire, ex art. 182 c. 2 cod.proc.pen., la nullità di un atto al quale assiste è solo il difensore – ovvero il pubblico ministero –, in nessun caso l’indagato o l’imputato né altra parte privata, in quanto l’ordinamento processuale privilegia la difesa tecnica rispetto all’autodifesa (Cass., Sez. Un., n. 5396 del 29 gennaio 2015, P.G. in proc. Bianchi, Rv. 263024).

 

Va chiarito, in conclusione, che tale nullità incide non su tutti gli atti del processo penale susseguenti al detto accertamento irripetibile ma (solo) sul procedimento di assunzione dello stesso e ha, pertanto, quale effetto quello di rendere inutilizzabile a fini probatori l’esito di quell’accertamento, il che incide sul merito della decisione impugnata, risolvendosi in un error in iudicando, non anche sulla validità formale degli atti processuali diversi da quello. Va da sé che, assai verosimilmente, laddove l’accertamento del tasso alcolico fosse il solo elemento probatorio in grado di sostenere l’ipotesi accusatoria, la sua eventuale nullità, data la sua natura irripetibile, non potrebbe che importare il venir meno del processo, ed il proscioglimento dell’imputato con formula piena.

 

Bibliografia e giurisprudenza

 

  • Vergine Francesco, Le Sezioni Unite limitano l’avviso ex art. 114 norme att. c.p.p. ai soli atti aventi natura investigativa, in Pen e Giust., 2016, 5, p. 82;
  • Jelovich Martina, Guida in stato di ebbrezza: le Sezioni Unite sul termine per eccepire la nullità per mancata informazione dei diritti difensivi, in DPP., 2015, 7, p. 848;
  • Rampioni Matteo, Guida in stato di ebbrezza: la nullità dell’accertamento per l’omesso avviso della facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia, in AGCS, 2016, 5, p. 382;
  • Gabrielli Chiara, Il termine per la deducibilità della nullità per l’omesso avvertimento ex art. 114 disp. att. c.p.p., in CP, 2017, 1, sez. 2, p. 124;
  • , Sez. Un., n. 15453 del 29 gennaio 2016, Rv. 266335;
  • , Sez. IV, n. 53293 del 27 settembre 2016, Rv. 268690;
  • , Sez. IV, n. 38458 del 4 giugno 2013, Rv. 257573;
  • , Sez. IV, n. 51284 del 10 ottobre 2017, non massimata;
  • , Sez. IV, n. 3340 del 22 dicembre 2016, Rv. 268885;
  • , Sez. IV, n. 7967 del 6 dicembre 2013, Rv. 258614;
  • , Sez. III, n. 23697 del 1 marzo 2016, Rv. 266825;
  • , Sez. III, n. 4945 del 17 gennaio 2012, Rv. 252034;
  • , Sez. IV, n. 1522 del 10 dicembre 2013, Rv. 258490;
  • , Sez. IV, n. 15189 del 18 gennaio 2017, Rv. 269606;
  • , Sez. IV, n. 10605 del 15 novembre 2012, Rv. 254933;
  • , Sez. F., n. 34886 del 6 agosto 2015, Rv. 264728;
  • , Sez. Un., n. 5396 del 29 gennaio 2015, P.G. in proc. Bianchi, Rv. 263023.