Il Decreto n. 21/2018: la riserva del codice i nuovi reati in vigore dal 6 Aprile 2018

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Il 23.03.2018 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto n.21/2018 che entrerà in vigore il prossimo 6 Aprile.

Il testo del Decreto risulta innovativo, non solo perché ha lo scopo di attuare il principio della riserva di Codice previsto dalla L. 103/2017, ma inserisce altresì alcune fattispecie di reato (previste fino ad oggi dalle leggi speciali di rifermento) all’interno del vigente Codice penale.

Lo schema di decreto si compone di 8 articoli.

All’articolo 1 si introduce l’articolo 3-bis nel codice penale intitolato “principio della riserva di codice”, il quale stabilisce che “nuove disposizioni che prevedono reati possono essere introdotte nell’ordinamento solo se modificano il Codice Penale ovvero sono inserite in leggi che disciplinano in modo organico la materia”. Il decreto vuole pertanto raggiungere, tramite il principio della riserva di codice nella materia penale, una migliore conoscenza dei precetti e delle sanzioni (non tralasciando mai la funzione rieducativa della pena). Vi è quindi una volontà di base tesa alla razionalizzazione e alla maggiore conoscibilità della normativa penale.

Nella medesima direzione di riordino si muove altresì la seconda preminente novità del decreto n. 21/2018, ovvero “l’inserimento nel codice penale di tutte le fattispecie criminose previste da disposizioni di legge in vigore”. Sono introdotte nel Codice Penale nuove fattispecie di reato che fino ad oggi erano previste da disposizioni di legge ad hoc. Il provvedimento dispone pertanto l’abrogazione delle disposizioni esterne al codice e prevede che “i richiami alle disposizioni abrogate dall’art. 7, ovunque presenti, si intendono riferiti alle corrispondenti disposizioni del c.p. come indicato dalla Tabella A”(allegata al decreto).

Le fattispecie di reato previste dal decreto 21/2018 in materia di tutela alla persona sono delineate nell’art. 2 del medesimo decreto. Merita sottolineare l’introduzione dell’ art. 289 ter c.p. (sequestro di persona a scopo di coazione) che punisce chiunque (esclusi i casi previsti dagli artt. 289 bis e 630 c.p.) sequestri una persona o la tenga in suo potere con la minaccia di ucciderla/ferirla/continuare l’azione di sequestro al fine di costringere un terzo (sia questo uno Stato, una organizzazione internazionale, una persona fisica o giuridica o un gruppo di persone) a compiere qualsiasi atto od omissione. Tale norma trova la sua ratio negli eventi di terrorismo purtroppo oggigiorno molto attuali.  Viene poi introdotto l’ art.  570 bis c.p. (violazione degli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione o di scioglimento del matrimonio). Il Decreto 21/2018 interviene in merito precisando che le pene previste dall’art.570 c.p. si applicheranno anche al coniuge che si sottrae all’obbligo di corresponsione di ogni tipologia di assegno dovuto in caso di scioglimento, di cessazione degli effetti civili o di nullità del matrimonio ovvero che non adempia gli obblighi di natura economica in materia di separazione dei coniugi e di affidamento condiviso dei figli. A conseguenza della introduzione dell’art. 570 bis c.p. saranno abrogati sia l’art.12-sexies della l. n.89 del 1.12.1970, sia l’art. 3 della l. n.54 del 8.2.2006.

Il testo del decreto introduce poi l’art. 586 bis c.p. (utilizzo o somministrazione di farmaci o di altre sostanze al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti), previsto fino ad ora dall’art. 9 della l. n. 376 del 14.12.2000;

Per quanto riguarda gli artt.593 bis c.p. (interruzione colposa di gravidanza) e 593 ter c.p. (interruzione di gravidanza non consensuale) ), essi erano precedentemente previsti dagli artt. 17 e 18 della l. n. 194 del 22.5.1978. L’art. 593 bis c.p. punisce chiunque cagioni ad una donna per colpa l’interruzione della gravidanza o un parto prematuro, mentre l’art. 593 ter c.p. punisce chiunque cagioni l’interruzione della gravidanza senza il consenso della donna o con azioni dirette a provocare lesioni alla donna. Inoltre il consenso non si considera prestato quando è estorto con violenza o minaccia ovvero carpito tramite l’inganno.

L’art. 604 bis c.p. introdotto nel codice penale è quello già previsto dall’art. 3 della l. 13.10.1975, n. 654 (propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa). Sono inoltre previste delle aggravanti in caso di minimizzazione in modo grave sull’apologia della Shoah, sui crimini di genocidio, sui crimini contro l’umanità e sui crimini di guerra. All’art. 604 ter c.p. è altresì prevista una specifica circostanza aggravante.

In materia di tutela ambientale vi è l’art. 452 quaterdecies c.p. (attività di organizzazione per il traffico illecito di rifiuti) precedentemente previsto dall’art. 260 d.lgs. 3.4.2006, n. 152; mentre riguardo al sistema finanziario rileva certamente l’art. 493 ter c.p. (indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito e di pagamento) precedentemente previsto dagli art. 55  commi 5 e 6 del d.lgs. 21.11.2007, n. 231.

Merita inoltre citare l’introduzione del nuovo art. 416 bis 1 c.p. (rubricato circostanze aggravanti e attenuanti per reati connessi ad attività mafiose), prima previsto dagli artt. 7 e 8 del decreto-legge 13.5.1991,n. 152, convertito con modificazioni dalla legge 12.7.1991, n. 203 e dell’art. 61 bis c.p. prima previsto dall’art. 4 della legge 16.3.2006, n. 146  (circostanza aggravante del reato transazionale).

Infine è stato introdotto in tema di confisca l’art. 240 bis c.p. riguardante la confisca in casi particolari (previsto dall’ art. 12-sexies, commi 1 e 2-ter, del decreto-legge 8.6.1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7.8.1992, n. 356).

Sotto un profilo generale si evince, dalla Relazione illustrativa del Governo, che l’intervento del decreto legislativo opera in un’ottica di non trasposizione dalla legge speciale al codice penale.  Nel caso infatti in cui vi sia un importante legame tra i precetti penali e il testo che già li contiene non si cambia la posizione dei primi. Certamente è importante rilevare come lo scopo di questo nuovo decreto sia teso essenzialmente ad ottenere una più efficace organizzazione e coerenza sistematica al fine di rendere più accessibili e chiare le norme nei loro contenuti, ma se tale risultato sarà raggiunto si potrà vedere solo dopo il 6 Aprile.

 

 

Valeria Tessaris

Bibliografia

https://www.studiocataldi.it/articoli/29718-riforma-penale-dal-6-aprile-in-vigore-nuovi-reati.asp

https://www.studiocataldi.it/articoli/29911-riforma-penale-in-vigore-i-nuovi-reati.asp

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/3/22/18G00046/sg

http://www.giurisprudenzapenale.com/2018/03/24/attuazione-del-principio-della-riserva-di-codice-nella-materia-penale-pubblicato-in-gazzetta-ufficiale-il-d-lgs-1-marzo-2018-n-21/

https://www.diritto.it/tutela-dellambiente-del-sistema-finanziario-nel-decreto-legislativo-21-2018/

http://www.giustiziapenaleeuropea.eu/pdf/406.pdf